I discorsi di Giorgio Napolitano

I discorsi di Giorgio Napolitano - Europa Edizioni

RIFLESSIONI PROFONDE E LUNGIMIRANTI,
UN FARO CHE GETTA LUCE SU UNO DEI PERIODI
PIÙ COMPLESSI E CONTRADDITTORI DELLA NOSTRA STORIA

 

Nella Collana Fare Mondi, il posto d’onore deve essere assegnato a Giorgio Napolitano.
Non soltanto perché Giorgio Napolitano è il Presidente della Repubblica, ma perché da molti anni, e ben prima di essere eletto Capo dello Stato, egli si è dedicato con coerenza ed entusiasmo a promuovere l’idea europea.
Lo ha fatto con intelligenza; con conoscenza della storia recente e passata; con realismo e passione, nello stesso tempo.
Dal 1985 al 1992 è stato membro del Parlamento europeo e Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali.
Queste responsabilità lo hanno portato ad intensificare il suo interesse per la politica di unità europea, interesse che si è approfondito costantemente.
Prova ne sono i suoi numerosi interventi in quel Parlamento e in Italia.
Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente della Repubblica dalle Camere riunite.
Nel nuovo prestigioso incarico ha intensificato la sua attività in favore dell’unità dell’Europa.
Ne sono testimonianza i numerosissimi interventi sull’argomento.
Quelli che pubblichiamo in questo volume coprono unicamente gli anni più recenti.
Sono sempre esternazioni dettagliate, concrete, informate e appassionate, che sottolineano il suo impegno.

 

Della stessa collana: "I discorsi di Mario Monti"

 

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In un momento storico saturo di contraddizioni, in cui i grandi progetti di unificazione culturale e sociale sono continuamente messi in discussione da spinte restauratrici, le nostre pubblicazioni intendono diffondere un'idea di mondo che torni a guardare avanti, a credere nella ricchezza degli scambi interculturali, ad uscire dalla nicchia del conosciuto per abbracciare la prospettiva del nuovo.
Letteratura come arte ma anche come comunicazione, come espressione dell'essere ma anche come consapevolezza del “fare”, per la costruzione di un ideale ponte verso il domani.
Concepiamo la figura dello scrittore, e più in generale quella dell'artista, come il faro che può e deve illuminare questo percorso, permettendoci di scorgere tratti di strada altrimenti non battuti, che possano diventare territori comuni.
Perché le parole sono corpi tattili, come scriveva Pessoa, materiale intellettivo capace di edificare universi.

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