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NELLA TORRE D’AVORIO - Virgilio Milana de Marchi

NELLA TORRE D’AVORIO  - Virgilio Milana de Marchi - Europa Edizioni


Titolo: NELLA TORRE D’AVORIO
Autore: Virgilio Milana de Marchi
Collana: Fare Mondi
Pagine: 154
Prezzo: 14,90
Ebook: 5,49
Isbn: 9788868548346

Formati

Come cambia, con l’avvento del computer e delle nuove tecnologie, il mestiere di un creativo abituato a disegnare con riga, squadra e compasso e a dipingere con pennelli e colori? È la storia di Virgilio Milana de Marchi, un autodidatta che dagli anni ’50 si fa strada nel mondo dell’arte e della pubblicità utilizzando strumenti tradizionali, inoltre mette a punto un sistema di foto/grafica totalmente innovativo. A un certo punto, con l’avvento dell’informatica è costretto a reinventare se stesso e la sua attività creativa. Dopo un iniziale calo di committenti, apre una bottega d’arte nel centro storico di Roma e crea gioielli con smalti a fuoco, sculture a sbalzo ed a cera persa, dimostrando il valore della sua arte, ed in seguito impara anche ad utilizzare la tecnica dell’informatica.
Da questa interessante rassegna di successi lavorativi e avventure personali non traspare alcuna vena nostalgica, quanto il piacere di creare, di esplorare le novità per capirle e farle proprie, di dare sfogo al proprio estro con qualunque strumento a propria disposizione, ma sempre divertendosi.


Virgilio Milana de Marchi è nato a Roma, a Palazzo Cenci, nel 1933. Nell’immediato dopoguerra per vicende familiari è costretto a vari lavori, ma come autodidatta si cimenta con il disegno e la pittura. A 21 anni fonda con tre soci una delle prime agenzie di pubblicità a Roma, la “Graphistudio” e realizza una serie di manifesti, campagne, copertine per klm, Vespa, Aurum, Phaizer, eccetera. Poi nel suo “Milastudio”, dove lavora per Alitalia, Findus, Algida, Eldorado, inventa un suo sistema foto per filmine fao, realizza caroselli tv per la Campari e lancia vari film con i suoi manifesti. Con l’arrivo dell’informatica apre una
“bottega d’arte” dove crea gioielli ispirati a quelli bizantini di San Marco a Venezia.